Londra dà un taglio alle tasse dei più ricchi
La Gran Bretagna ha deciso di dare un taglio alle tasse sui redditi dei più ricchi. Il governo guidato da David Cameron ha annunciato un abbassamento della maggiore aliquota fiscale, portandola dal 50 al 45%.
Il cancelliere dello scacchiere (ministro delle finanze), George Osborne, presentando le nuove misure in parlamento, ha spiegato che la tassazione sui redditi superiori a 150 mila sterline (180 mila euro) agli attuali livelli «è dannosa per l'economia e la competitività».
Il provvedimento ha suscitato recentemente aspre polemiche Oltremanica e l'esecutivo, di fatto, ha prestato il fianco alle critiche di chi lo accusava apertamente di tutelare le fasce sociali più agiate in un momento di forte crisi e di taglio della spesa pubblica che colpisce soprattutto i redditi medio-bassi. Già l'anno scorso l'Iva era stata ritoccata all'insù, passando dal 17,5 al 20%.
Un sondaggio riportato dal quotidiano The Guardian afferma che il 67% della popolazione inglese è d'accordo con l'aliquota del 50%. Anche l'elettorato conservatore rispecchia questa percentuale. Però Cameron, per giustificare la norma, ha evidenziato l'attrattività del Regno Unito sul versante fiscale e l'inefficacia di imposte troppo alte. Osborne vuole trasformare l'isola nella nazione più competitiva del G20 nell'attirare gli investimenti stranieri.
Tuttavia, per compensare il mancato gettito, bisognerà mettere mano ad altri provvedimenti fiscali. Cameron si è rifiutato di approvare un inasprimento dell'imposta sulle compravendite immobiliari superiori a 2 milioni di sterline (2,4 mln di euro). Saranno invece varate misure per contrastare l'evasione fiscale alla quale ricorrono i detentori di grandi patrimoni finanziari, con un prelievo minimo di almeno il 20%. Contemporaneamente il governo vuole innalzare la no tax area, la soglia oltre cui si cominciano a pagare imposte sul reddito, dalle attuali 7.475 sterline (8.972 euro) a 9.205 sterline (11.048 euro).
Il titolare delle finanze ha osservato che non ci sono alternative al programma di risanamento avviato, basato sul taglio della spesa pubblica, dicendosi fiducioso sul fatto che il Regno Unito riuscirà a mantenere la tripla A di rating e la fiducia degli investitori internazionali. Nel frattempo, stando ai numeri diffusi dall'Institute for fiscal studies (Istituto di studi fiscali), le famiglie del ceto medio dovranno sborsare ogni anno 160 sterline (192 euro) in più.
Fonte: web
Kelmer Group
